Damiana Grupallo

Ho partecipato al seminario nel bosco. La mattina del seminario ero eccitata.
Un mix tra agitata, eccitata, emozionata, insomma tutte quelle cose che sono normali per me quando mi avvicino a qualcosa che so mi toccherà. E così è stato, fin dal principio, fin dai primi passi sul cammino che ci portava al “luogo sacro di lavoro”.
Ho notato subito che la forma del bosco che ci avrebbe accolti ricordava la forma di un enorme scudo e credo che il primo saluto da parte di quel luogo fosse quello. Qui è ok e il momento è ora.

Tutto ciò che è avvenuto ora lo riguardo come un film, attraverso la costruzione del mio scudo in cartone: divento di nuovo piccola e cammino lì dove sono stata accolta come una parte di quel luogo, quale sono.
Conosco boschi ben più mozzafiato ma Quel Popolo della Madre Terra è perfetto per il messaggio che abbiamo costruito per noi.
Non abbiamo sentito il bisogno di mostrare e dimostrare niente a nessuno, di far sapere quante e quali cose sappiamo, abbiamo vissuto e scoperto nel corso della nostra vita, ed è accaduto perché la mente era fuori da lì e anche ogni forma di giudizio.
È stato questo il primo step che Marilena ha saputo subito accomodare.
Marilena è stata  brava, un grande maestro silenzioso, la sua mano delicata ci ha fatto attraversare il tempo e i mondi e mi ha messo davanti ad un magico specchio, credo…
Tutto il resto è stato come entrare a Narnia attraverso l’armadio.
Gli esercizi, i viaggi sciamanici, le meditazioni, il contatto con il passato e il futuro, la complicità del compagno che ho conosciuto e che non mi ha fatto mai sentire sola (è  stato bello essere accompagnati da un’altra anima) i messaggi giunti o decifrati, inviati, le soluzioni suggerite, tutto è stato ingrediente fondamentale per la magica pozione che abbiamo creato e condiviso e che ha risvegliato dentro di me il ricordo del mio potere.
Non so da quanto sono vicina al mondo spirituale, credo sia sempre stato parte viva di me, ma a volte ci si perde nella vita. A me è successo, e quando si vuole rientrare sulla via non si sa bene come fare.
Quel giorno, e proprio lì, credo di aver mosso il mio passo del rientro e ho continuato, un piede dopo l’altro riprendevo contatto – attraverso il non tempo – con la me stessa di potere che mi abita e non mi trovava più.
Ora mi cammina di nuovo a fianco, mi guida, mi parla del mio potere. Insieme stiamo cercando qualcosa che lei sa e io non ancora.
Vivo, lavoro, ho una famiglia e molti impegni ma quando ne ho bisogno guardo il disegno che ho creato su quel magico scudo e ricordo. Brucio un po’ di resina di pino e ricordo…forse sta tutto lì: nel ricordare.
Grazie Mari e Walter