Testimonianza di una sensitiva.

Dopo una lunga strada dritta e qualche curva che aveva permesso di evitare il burrone, mi sono imbattuta in un prato. Era uno dei luoghi del Sentire, dentro e fuori. Dentro il sé emotivo e fuori dove c’è l’altro. Bolle di energia facevano vibrare l’aria, parole si legavano una all’altra fluidamente e di sottofondo il suono intimo e profondo delle campane tibetane. Sguardi sconosciuti diventavano familiari e potevano raccontare e lasciarsi raccontare storie.
Scoprirsi sensitivi e lasciarsi curare.
Il mio bagaglio era un po’ più dolce e resistente.